Cannistrà Alessandro

Nato a Roma nel 1975.

Ha studiato scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma.

Vive e lavora a Milano.

Mostre personali: 

2011: BASES 2011, 91mq , Berlino , a cura di Fabio Campagna e testi di Barbara Dicorato, Manuela Pacella; 2010: 2800 Gr-Andrea Aquilanti-Alessandro Cannistrà, M.L.A.C. Museo Laboratorio Università degli studi La Sapienza di Roma, a cura di Giorgia Calò e Simonetta Lux; Fumo solo, GalleriaManiero, Roma, testo di Luigi Angius (collezionista); 2009: Ladies & gentleman,Galleria LIBRA, Catania, a cura di Alberto Agazzani Ludicantropia, Galleria PioMonti, Roma, a cura di Paola Ugolini; 2006 Sfumature, Galleria Maniero, Roma, a cura di Lorenzo Canova.

SITO WEB


Alessandro Cannistrà_Surfing in the rubble_video 03min e 18sec_2009 - 2011

Surfing in the rubble

video

0:03:18

2009 – 2011

 

 

 

 

L’opera è stata gentilmente donata dall’artista al MUSPAC, per la ricostituzione

della collezione permanente, gravemente danneggiata dal sisma del 6 aprile 2009

 

“La Donazione dell’opera video “surfing in the rubble” del 2009 al MU.SP.A.C. e soprattutto all’Aquila è stata spontanea e senza riflessione alcuna. Invece il video è stato creato apposta per la calamità, il disastro. Il suo contenuto ironico privo di parole, riflette una morale, un’etica che non viene spesso rispettata: la differenza tra un animale e un essere umano sta nella capacità intellettiva, come usarla al meglio, la ragione, il pensiero etico e via dicendo. Nel video si vede un elefante rosa , magenta, che annunciato da fanfare, comincia una danza scomposta, sgraziata e ripetitiva, ma a suo modo è tranquillo, sereno, non colpevole (l’elefante è una metafora, un pachiderma con 6 KG. di cervello) e danza su macerie di case crollate e tetti e negozi e scuole, tutto senza una vera e propria dimensione, solo un gran cumulo di macerie.
Questa danza allegra lo rende pieno di sè e di quello che è stato, ma le idee, la verità per chi si riconosce in questo soggetto, pian piano sfuma fino a sparire. Certo è che rimangono ancora le macerie, ma la mia idea e speranza è che, scomparso l’elefante, si ricominci a costruire con quella parte di noi che è la differenza tra l’animale e l’uomo.”

 

Alessandro Cannistrà

ottobre 2011

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