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Associazione Culturale Centro Multimediale “Quarto di Santa Giusta”

Direzione artistica: Martina Sconci

Vicedirezione: Roberto Mariuz

Operatori museali: Federico Egizi, Vincenza Capulli, Pathum Malaka Perera, Martina Trento

Collaboratori: Marialoreta Colaianni, Lisa Falone, Stefania Gigante, Marta Maurizi, Rita Salvatore

 

L’Associazione Culturale Centro Multimediale “Quarto di Santa Giusta”, fondata da Enrico Sconci, svolge un’attività continuativa dal 1984, anno della sua fondazione. Si è caratterizzata per essersi riferita allo spirito e alle modalità espressive delle avanguardie artistiche del ‘900, ai movimenti artistici delle neo avanguardie degli anni Sessanta e Settanta, fino ad arrivare alle ultime tendenze e alle ricerche e sperimentazioni delle nuovissime generazioni. Nel lavoro svolto si è sempre pensato all’arte come una pratica di esperienza globale, un processo totalizzante che serve alla rigenerazione e liberazione degli uomini dalle costrizioni della società. Praticando questa idea di arte totale, sono stati coinvolti in molte manifestazioni artisti e studiosi di varie discipline, con cui è stato possibile attraversare vari territori culturali, nella consapevolezza che sia proprio l’arte a consentire lo sviluppo della struttura dinamica dell’intera conoscenza. Fra le prime manifestazioni amiamo ricordare quella sulle ricerche demo-etnoantropologiche, organizzata dagli antropologi Tito Spini e Giovanna Antongini, dal titolo “Incontri Tradizioni Popolari – Momenti della ricerca”, che ha visto la partecipazione dei più grandi ricercatori italiani in tale campo. (vd. fascicolo della rivista ARTeTRA del 1984).Sempre agli inizi dell’attività una grande attenzione è stata riservata a Joseph Beuys, uno dei più grandi artisti europei del secondo dopoguerra. Molte opere realizzate da Beuys in Abruzzo si trovano esposte nei maggiori musei del mondo e, grazie a Lucrezia De Domizio, l’Associazione ha potuto organizzare nel 1985 un’importante mostra di questo grande artista, comprendente anche la presentazione del libro “Incontro con Beuys” di Lucrezia De Domizio, Buby Durini e Italo Tomassoni. Il pensiero di Beuys ha rappresentato un momento di grande radicalità nel contesto dell’arte contemporanea: la sua concezione antropologica, le sue teorie sulla “scultura sociale”, sulla difesa dell’ambiente e della creatività dell’uomo, posto sempre al centro della sua opera, ci pongono degli interrogativi inquietanti sul futuro del mondo, avvertendoci della necessità di ritrovare una centralità della coscienza. Per dare ulteriori sviluppi al lavoro svolto, nel 1993 è stato fondato il MU.SP.A.C. Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea, organo strumentale della stessa associazione. Nel 1995 abbiamo stipulato un contratto – convenzione con il Comune dell’Aquila, che ha consentito al MUSPAC di avere in uso gli spazi dell’ex monastero di S. Maria dei Raccomandati (sec.XIV), per istallarvi una nuova sede. La scelta di questo grande complesso monumentale, comprensivo di chiostro e giardino, dove in più momenti nel corso della storia l’arte ha trovato rifugio, rivestiva un valore altamente simbolico in quanto lo stesso luogo conteneva i caratteri del genius loci e  dell’hortus conclusus.  In questo luogo sacro, dedicato fin dalle origini al ritiro e alla meditazione, è stato ravvivato il dialogo antichissimo fra le arti, recuperando il senso antico di museo come “Tempio sacro alle Muse”. Dai primi anni del ‘900, fino al 1942, l’antico monastero fu utilizzato come sede del Museo Civico, nel 1969 vi fu aperta la sede dell’Accademia di Belle Arti, famosa come scuola d’avanguardia. Per tali ragioni fra i tanti obiettivi del Museo c’era quello di porsi in continuità ideale con la storia del luogo e con quanto in quegli anni, dal punto di vista della sperimentazione didattica e artistica, accadeva proprio nelle aule dell’Accademia. Per questo negli stessi spazi sono stati invitati a esporre le loro opere gli stessi insegnanti e artisti di un tempo. La mostra antologica di Bussotti dal titolo “Le Arti Belle di Sylvano Bussotti”, la mostra documentaria su e con Carmelo Bene, la partecipazione di Enrico Castellani alla mostra “Ad Usum Fabricae” (organizzata da Tullio Catalano con Gianni Fileccia e curata da Laura Cherubini), le conferenze, le mostre e le performance di Fabio Mauri, rappresentano solo una parte dell’attività che il Museo ha continuato a svolgere, per non perdere un legame proficuo con le memorie del passato e con  gli avvenimenti più significativi che, dal punto di vista culturale e artistico, hanno caratterizzato la storia della Regione Abruzzo.  Nel 1998 la sede del MUSPAC, a causa dei lavori di ristrutturazione dell’ex monastero, da parte del Comune dell’Aquila, viene trasferita nel Palazzo Baroncelli Cappa (sec. XVI). In attesa della conclusione dei lavori, il museo ha continuato l’attività – malgrado le numerose difficoltà dovute alla carenza di spazi adeguati – organizzando esposizioni presso altri luoghi e in altre sedi, in collaborazione con Comuni di varie città italiane.  Nell’anno 2000, presso il Castello Cinquecentesco dell’Aquila (con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali e della Soprintendenza ai BAAAS d’Abruzzo), in occasione della “Perdonanza Celestiniana” è stata organizzata e allestita la mostra “ANNUALE D’ARTE 2000 – Lo scandalo dello spirito”, incentrata sulla figura di Celestino V. In tale occasione, su invito del presidente del Museo Enrico Sconci, che a curato la mostra, vari artisti hanno realizzato opere site specific dedicate alla Perdonanza Celestiniana: l’artista Joseph Kosuth, protagonista dell’arte concettuale, ha realizzato l’opera “Vita et miracula, 2000”, Fabio Mauri ha realizzato l’opera “Una storia moderna”, utilizzando frasi tratte dai Vangeli e dalla Bibbia, Luca Patella ha realizzato l’opera “Vas Caelestinus V”. Molte opere fra cui quelle di Fabio Mauri e Luca Maria Patella, concepite e realizzate per la mostra, sono state donate simbolicamente anche alla città dell’Aquila. Sono per tale motivo entrate subito a far parte della collezione permanente del MUSPAC. Alla manifestazione hanno partecipato altri grandi artisti come Giuseppe Chiari, Luciano Fabro e la Casa degli artisti di Milano, Gilberto Zorio, Vettor Pisani, Nunzio, Alfredo Pirri …(consultare l’elenco completo sul sito, nella voce attività). Nel 2002 è stato realizzato il progetto europeo di Cultura 2000 “Art e migrazione”, in collaborazione con la Regione Abruzzo e con altre associazioni e istituzioni della Francia, della Spagna e della Polonia. Come conseguenza dell’intensa attività espositiva e delle strette forme di collaborazione con gli artisti, il MUSPAC è riuscito ad incrementare la collezione permanente che comprende sia opere di grandi artisti della generazione degli anni Settanta, come Joseph Beuys, Jannis Kounellis, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Giulio Paolini, Fabio Mauri, che di artisti delle nuove generazioni, anche di origine abruzzese.  Nel corso degli anni è stata creata una multimediateca e una sala proiezioni dove, all’interno dei vari laboratori didattici, vengono realizzate performance, proiezioni di film, documentari e video d’arte, articolati nelle rassegne di Video Play e Art e Cinema.  Nell’ambito dell’attività museale si svolgono inoltre stage, conferenze e seminari. Vengono con continuità organizzate manifestazioni inerenti i vari campi del sapere: ricordiamo in ambito artistico e storico le conferenze tenute da Ferdinando Bologna e Raffaele Colapietra, riguardanti la conoscenza, la tutela e valorizzazione dei Beni Culturali. Numerosi sono anche gli spettacoli musicali e teatrali, che vengono realizzati con giovani registi ed attori, anche in collaborazione con gli Enti locali. Con tale assidua attività il MUSPAC ha voluto superare la concezione di museo come semplice “raccoglitore”, per orientarsi sempre più verso la ricerca e la sperimentazione, sfruttando anche i vantaggi delle nuove tecnologie. Connessioni e interscambi continui, laboratori didattici e artistici sono stati organizzati con il mondo della scuola, con l’Accademia di Belle Arti, con l’Università, con il Conservatorio di musica, con i musei, con enti ed associazioni pubbliche e private

Purtroppo il terremoto del 6 aprile 2009 ha reso completamente inagibile la sede del Museo. Sono state danneggiate molte opere di artisti di rilievo internazionale della collezione permanente, sono stati distrutti computer e banca dati.  Grazie al sostegno e alla solidarietà di molti, tra cui la Fondazione Carispaq, la Regione Abruzzo, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Pescara con il Museo delle Genti d’Abruzzo, la Terna S.p.A. , il Comune dell’Aquila, abbiamo costruito e inaugurato, il 6 novembre 2011, una nuova sede in via Pasquale Ficara – Piazza D’Arti (dove si trovano altre sedici Associazioni Culturali). Per l’occasione abbiamo inaugurato una mostra dal titolo “Le scosse dell’Arte” comprendenti altre opere che ci sono state donate da molti amici artisti, consentendoci di ampliare la collezione permanente del Museo.Il 25 giugno dello stesso anno l’artista Francesco Arena ha realizzato per la città dell’Aquila l’evento “Mattoni”: sulla parete esterna della sede inagibile in Via Bominaco ha incassato un mattone con la terra di Dresda, la stessa operazione è stata ripetuta sulla soglia del nuovo museo in Piazza d’Arti.

Malgrado le numerose difficoltà, con grande impegno è proseguita l’attività museale, di cui segnaliamo di seguito solo alcune iniziative:

– il 7 dicembre 2011 in collaborazione con la Società Aquilana dei Concerti “B.Barattelli”, abbiamo realizzata la manifestazione evento “Omaggio a Sylvano Bussotti” per il suo 80mo compleanno”;

– nel 2013 Oliviero Toscani ha tenuto delle lezioni presso il Museo in occasione del suo intervento nella città dell’Aquila ferita dal terremoto.

– il 21 gennaio 2015 Achille Bonito Oliva, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, con cui siamo convenzionati, ha voluto onorarci con la sua presenza per inaugurare, insieme al direttore dell’Accademia Marco Brandizzi e al presidente Roberto Marotta, la mostra “Storia di un’Accademia”, in cui sono stati presentati materiali e proiettati il film sulla mitica mostra di Achille Bonito Oliva “Vitalità del Negativo”, un documentario su Carmelo Bene riguardante una mostra a lui dedicata dal nostro museo il 25 gennaio 1996 e il film di “Gran Serata Futurista 1909 – 1930” riguardante lo spettacolo teatrale di Fabio Mauri (vedere sito).

– l’11 aprile 2015 la rivista “News Town” ha organizzato, sempre presso il Museo, una bellissima manifestazione con lo scrittore Erri De Luca (vedere sito).

– il 18 gennaio 2016, sempre in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila,  abbiamo realizzato “W l’Arte che ripArte” una manifestazione – incontro con l’artista Luigi Ontani, proiettando i suoi numerosi film e video, realizzati già a partire dagli anni Sessanta.

– alla fine di Agosto 2017 abbiamo organizzato uno spettacolo teatrale nei nicchioni della monumentale scalinata di San Bernardino all’Aquila, per poter contribuire alla sua tutela e valorizzazione. Lo stesso tema riguardava anche la nostra partecipazione, nel 2013, al concorso nazionale “ARS. Arte che realizza occupazione sociale” organizzato dalla Fondazione italiana “Accenture” di Milano. Tra 1200 partecipanti il nostro progetto è stato classificato, dopo diverse selezioni, effettuate da qualificati membri della giuria, tra i primi 10 finalisti. La cerimonia di premiazione si è svolta nella storica cornice di Palazzo Barberini a Roma. Dopo il terremoto del 2009, la ripresa immediata dell’attività ci ha consentito di attraversare la soglia del nostro nuovo museo, riguadagnando un luogo perduto. Una pianta a croce greca, dai numerosi valori simbolici, citazione del motivo ornamentale della facciata della Basilica di Collemaggio, ma anche delle teorie sulla “scultura sociale” di Joseph Beuys, è servita ancora una volta a stabilire l’incontro tra il dentro e il fuori, per ricucire relazioni fondamentali con la collettività.

Grazie a donazioni da parte di musei, associazioni, case editrici e amici artisti, siamo riusciti a ricreare una nuova collezione permanente e una nuova multimediateca, per rendere un servizio pubblico sempre più efficiente ai cittadini.
Per dare continuità ai nostri 33 anni di attività, continuiamo a organizzare eventi d’arte, conferenze, presentazioni di libri, laboratori didattici, lezioni di storia dell’arte, cineforum ecc.. coinvolgendo la Scuola, il mondo della ricerca, le Associazioni e le Istituzioni pubbliche e private.
Con questo spirito continuiamo a usare la simbolica chiave del nostro logo per riaprire la “duchampiana” porta del museo, chiusa e aperta nello stesso tempo.
Consapevoli che “abitare non significa soltanto avere un tetto sulla testa” (Heidegger), pensiamo sia indispensabile orientarsi in un ambiente e identificarsi con esso, facilitare la qualità del vivere, stabilire radici profonde con il proprio territorio aprendosi al nuovo.
Per contribuire alla rinascita della città dell’Aquila e alla ricostruzione del tessuto sociale, c’è bisogno di spazi di aggregazione che aiutino l’uomo ad “abitare”. Per tali motivi, con la nostra attività artistica vogliamo ristabilire un “modus operandi” e riflettere su come, dopo la catastrofe e il naufragio, si possa trovare un approdo, una nuova possibilità per riprendere un cammino difficile, tortuoso, ma necessario all’arte come alla vita.

                                                                                                                                                  La direttrice del MUSPAC

                                                                                                                                      Martina Sconci