PASSATO – PRESENTE, DIALOGHI D’ABRUZZO Video di Fabio Mauri nell'installazione dell'opera "Celestino V, una storia moderna", 2000

9 aprile 2011

In contemporanea con Museumgrandtour in Festa 2011,si è inaugurata presso il CIAC, Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea – Castello Colonna di Genazzano la mostra PASSATO – PRESENTE. DIALOGHI D’ABRUZZO a cura di Anna Imponente,  in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo, con un comitato scientifico formato, oltre che da Anna Imponente, da Lucia Arbace, Mariella Nuzzo, Claudio Libero Pisano, Enrico Sconci e Rossana Torlontano.
La mostra, ospitata negli spazi del Castello Colonna di Genazzano (noto per l’importanza storica e per una consolidata apertura nei confronti dell’arte contemporanea), presenta una selezione di sedici opere tra le più significative delle collezioni del Museo Nazionale d’Abruzzo: una poliedrica raccolta che va dalla preistoria, all’arte romana, rinascimentale, del Sei e Settecento, fino all’arte odierna, allestita contestualmente ad altrettanti lavori di alcuni tra i più noti artisti contemporanei provenienti da collezioni private e collezioni pubbliche abruzzesi quali il Museo Archeologico di Teramo, il Castello Orsini Colonna di Avezzano, e il MU.SP.A.C. (Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea dell’Aquila), il quale ha partecipato con l’opera di Luca Maria Patella“Vas Caelestinus V”e con un video riguardante l’allestimento dell’opera di Fabio Mauri “Calestino V. Una storia moderna”, opera che ancora deve essere recuperata nella vecchia sede del museo. Entrambe sono state realizzate per la mostra d’arte contemporanea “Annuale 2000. Lo Scandalo dello Spirito”, organizzata dal MU.SP.A.C. nel 2000 in occasione della Perdonanza Celestiniana nei sotterranei del Castello Cinquecentesco dell’Aquila, con il patrocinio  del Ministero dei Beni Culturali, della Soprintendenza BAAAS d’Abruzzo, della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila.
L’opera di Luca Maria Patella, un mosaico alto 2,50 metri che rappresenta il ritratto fisiognomico di Celestino V tratto da un’incisione calcografica settecentesca, è stata progettata dall’artista nel 2000 ed è stata realizzata dal laboratorio aquilano “Memorie”. Per la mostra dell’Aquila, l’opera era accompagnata da altri due ritratti fisiognomici di Dante e Horatius e da un  cartiglio su cui si leggeva “De vita solitaria, De altissima vita”.
L’opera di Fabio Mauri, consistente nell’esposizione di frasi tratte dai Vangeli e dalla Bibbia, incise a secco su una serie di fogli bianchi (evidente il richiamo agli “Schermi bianchi”) e con i passepartout dipinti di blu, è stata donata dall’artista al MU.SP.A.C. ed è da intendersi in generale come un omaggio alla città e a Celestino V. E’ stata infatti esposta continuativamente nella collezione permanente e in una sezione del museo dedicata esclusivamente all’artista.

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