Falci S. & Barzaghi S.

SALVATORE FALCI, nato nel 1950, vive e lavora a Bergamo.

Dal 2012 Avvio progetto artistico Arte e Luogo in Brasile. Dal 2005 Avvio progetto artistico interculturale Arte e Luogo, con il Camerun. Dal 2004 Docente di Metod. e Tecniche della Sperimentazione Artistica” presso Università di Bergamo.
Dal 2000 docente di arti visive all’accademia L.A.B.A. di Brescia. Dal 1994 docente di arti visive all’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo.
1999 Co-organizzatore progetto “Oreste alla Biennale” Padiglione Italia Biennale di Venezia. 1998 Artista residente per tre mesi presso “International Art Space”, Kellerberrin, Australia. 1998 Convegno “Come spiegare a mia madre che quello che faccio serve a qualcosa”, Bologna. 1997 Co-organizzatore del progetto Oreste zero a Paliano e nel 1998 Oreste 1. 1993 Avvio del progetto A.A.V.V. metodo di coinvolgimento artisti. 1980 Co-fondatore del “Gruppo di Piombino”.
 
Personali
2012 Ti ascolto e prendo appunti, Corpi scomodi, Cantù.
2011 Veux-tu jouer avec moi? con Armida Gandini, Galerie Koma, Mons, Belgio.
2010 Abbastanza bene ma… con Simona Barzaghi, Fondazione MUDIMA, Milano.
2010 La stagione dell’erba, Palazzo Ferrazzi, San Gervasio Bresciano, Brescia.
2009 Abbastanza bene ma…,performance con Simona Barzaghi, Fondazine MUDIMA, Milano.
2009 l’Impossibilità di un’isola, con Simona Barzaghi, Spazio 10, Vercelli.
2008 Ci@o, come st@i?, con Simona Barzaghi, galleria  Decidue , Milano.
2005 Memory, Insurgent Space, Tirana.
2004 Itai doshin in Tirana, Galleria Nazionale, Tirana.
2002 Dai, parliamone, Galleria Aliceealtrilavoriincorso, Roma.
2000 Silent Communication, Studio Casoli, Milano.
1998 Salvatore Falci, International Art Space Kellerberrin, Australia.
1998 Dai ! sorridimi, Galleria Zone c/o Graffio, Bologna.
1995 Stazioni, Galleria Zoo 21.00/23.00, Bologna.
1994 Aggregazione ’94, Studio Casoli, Galleria Il Milione, Viafarini, C/so Buenos Aires, Milano.
1991 Ponte S. Eufemia, Galleria Alice , Roma; Moquette e polvere, Galleria Casoli, Milano.
1989 Colonie a Venezia, Studio Casoli, Milano; Materassi, Galleria Alice, Roma.
1987 Azioni costanti, Lascala, Roma.
1985 Itai-Doshin Galleria Lascala, Roma.


SIMONA BARZAGHI

Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera, ha svolto attività di ricerca sia nelle arti visive realizzando mostre personali e collettive che in ambito teatrale come danzatrice occupandosi del linguaggio del corpo. 
La sua ricerca è sempre stata indirizzata sullo spazio della relazione nei suoi molteplici aspetti in particolare tra l’uomo e la natura.Il campo d’ indagine si rivolge all’ambito del limite, del confine,delle dinamiche che caratterizzano i diversi incroci possibili all’interno di uno spazio inteso come fisico ma anche sociale e mentale. Uno spazio in cui spesso il pubblico è chiamato a partecipare direttamente diventando elemento determinante nel farsi dell ‘opera. Dal 2006 in collaborazione con S.Falci, questo spazio d’indagine si è allargato ai new media ,sugli aspetti relazionali propri della comunicazione digitale esplorando così le modificazioni d’identità dell’individuo che sta sul confine tra il reale e il virtuale.

 

 

 

SITO WEB

Falci&Barzaghi_abbastanza bene ma...pezzi d'oro_materiali vari_2009_2
Falci&Barzaghi_abbastanza bene ma...pezzi d'oro_materiali vari_2009

Abbastanza bene ma…pezzi d’oro

memoria usb, oro e materiali vari

dimensioni variabili

2009

 

 

L’opera è stata gentilmente donata dagli artisti al MUSPAC, per la ricostituzione

della collezione permanente, gravemente danneggiata dal sisma del 6 aprile 2009

L’opera “Abbastanza bene ma…pezzi d’oro” è il risuItato di una performance in cui i due artisti Simona Barzaghi e Salvatore Falci, nel maggio 2009, sono rimasti chiusi per sette giorni in una parte blindata della Fondazione Mudima a Milano, assolutamente vuota, con a disposizione soltanto due computer online. La qualità della loro permanenza variava con le relazioni possibili attraverso i contatti email, Msn, skype, facebook. Le relazioni virtuali diventavano reali quando, dopo il contatto in rete, il pubblico arrivava alla fondazione con oggetti e beni di consumo. Tutti gli oggetti o residui di ciò che le persone hanno portato durante la performance sono stai affogati in pepite dorate. All’interno è contenuta anche una memoria USB con i dati, gli scritti, i video e le foto come testimonianza del contatto, visibili connettendo un computer o un i phone.

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