Prosegue nel mese di aprile la rassegna ART e CINEMA promossa dal Museo MU.SP.A.C., inserita nel progetto COSTRUIRE CULTURA. 41 anni d’arte all’Aquila, presentato nell’ambito di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. Un percorso che conferma la vocazione del Museo a creare occasioni di dialogo tra linguaggi espressivi diversi, mettendo in relazione arti visive e cinema come strumenti complementari per interpretare il presente.
Il filo conduttore di questo nuovo appuntamento è la street art: un linguaggio diretto, urbano e spesso provocatorio, capace di trasformare lo spazio pubblico in racconto visivo e strumento di riflessione sociale.
Per il mese di aprile sono in programma tre serate dedicate a protagonisti che hanno ridefinito il concetto stesso di arte contemporanea.
Lunedì 27 aprile (ore 18:00)
Basquiat di Julian Schnabel racconta l’ascesa fulminea e intensa di Jean-Michel Basquiat, figura iconica della scena newyorkese degli anni ’80.
Attraverso immagini potenti e una narrazione evocativa, il film esplora il confine tra arte e mercato, tra genialità e fragilità personale.
Un ritratto autentico e vibrante che restituisce tutta l’energia della cultura underground.
Un viaggio visivo nel mondo di un artista che ha trasformato i graffiti in linguaggio universale.
Mercoledì 29 aprile (ore 18:00)
L’Universo di Keith Haring è un’immersione nella vita e nell’opera di Keith Haring, tra i più riconoscibili protagonisti della street art.
Il documentario ripercorre il suo impegno sociale e la sua capacità di comunicare attraverso segni semplici e immediati.
Un racconto che unisce arte, attivismo e cultura pop, restituendo la forza di un messaggio accessibile a tutti.
Un omaggio a un artista che ha fatto dello spazio pubblico un luogo di condivisione.
Giovedì 30 aprile (ore 18:00)
La rassegna si conclude con L’Uomo che rubò Banksy, dedicato al misterioso e celebre street artist Banksy.
Il film affronta il tema della proprietà dell’arte urbana e delle sue contraddizioni nel mercato globale.
Tra ironia e denuncia, emerge il paradosso di opere nate per essere libere e poi sottratte allo spazio pubblico.
Un finale provocatorio che invita a riflettere sul valore e sul destino dell’arte contemporanea.
Tre appuntamenti imperdibili per scoprire, attraverso il cinema, le storie e le visioni di artisti che hanno cambiato il volto delle città e il modo di pensare l’arte.

