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DALL’ESOTISMO AL CANTO POPOLARE Conferenza di Maria Delogu

23 Ottobre 1984

Laureata in Storia della Musica alla Facoltà di Magistero di Cagliari. Critico musicale del quotidiano “Il Popolo”; collabora con i programmi musicali di Radiotre (RAI) per cui ha curato cicli di trasmissioni sull’esotismo nella musica dell’Ottocento e sul rapporto tra letteratura, tradizione nazionale e teatro musicale nella Russia del secolo XIX. Ha pubblicato, tra altri, un saggio sulle Nozze di Figaro di Mozart, sul Balagan, spettacoli di fiera e del canto popolare nella produzione giovanile di Stravinskij, e sui Rapporti tra il teatro di Metastasio e Mozart.

( i cenni biografici si riferiscono al 1984)

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ETNOFOTOGRAFIA – OGGETTO, INDUZIONI E SEGNI Mostra fotografica e proiezioni di Mario Cresci

22 Ottobre 1984

Grafico e fotografo. La sua attività inizia con il gruppo “Polis”, primo esperimento di “gruppo stabile sul campo” che operò in Basilicata dal 1967 al 1973, e a Venezia nell’ambito del Corso Superiore di Disegno Industriale che in quegli anni elabora studi sulla psicologia della percezione, la teoria della forma e la geometria non euclidea applicata alla sperimentazione fotografica. Dal 1968 conduce analisi visuali mediante ricerche parallele tra grafica e fotografia con particolare riferimento alle aree del Mezzogiorno. Sue personali e partecipazioni a mostre collettive in Italia e all’estero. Autore di numerosi saggi fotografici, vive e opera a Matera.

( i cenni biografici si riferiscono al 1984)

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IDEOLOGIA E E METODOLOGIA NELLA RICERCA ANTROPOLOGICA Conferenza di Antonino Colaianni

22 Ottobre 1984

Dopo aver insegnato nelle Università di Urbino, Lecce e Bari, è attualmente Professore Associato di Antropologia sociale nell’Università di Roma – La Sapienza. Ha svolto ricerche sul campo in Ecuador e Perù presso le società indigene del bassopiano amazzonico, occupandosi in particolare dei conflitti sociali e della loro ideologia. Si è anche lungamente interessato di antropologia giuridica e di folklore giuridico e di studi di comunità nel mondo contadino europeo. Ha pubblicato vari saggi sulla storia dell’antropologia sociale, sul diritto nelle società primitive, su alcuni aspetti della cultura delle società tradizionali del bassopiano amazzonico, e infine sulla metodologia della ricerca empirica in antropologia.

( i cenni biografici si riferiscono al 1984)

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INCONTRI TRADIZIONI POPOLARI Momenti della ricerca

22 - 23 - 24 Ottobre 1984
 


L’Aquila in questi ultimi anni è stata sede particolarmente stimolante per provocare-produrre ricerche e per richiedere verifiche nel settore socio-demo-antropologico. L’Accademia di Belle Arti, nell’ambito del corso di “Tecniche espressive delle tradizioni popolari”, si è fatta interprete di tali esigenze promuovendo il raccordo tra varie istituzioni: Regione, Comuni, Centro Servizi Culturali, Comunità Montane, sollecitando risposte e operando interventi concreti. Le mostre a Pescara, L’Aquila, Sulmona; la fondazione del Laboratorio della Cultura Materiale in Abruzzo e l’avvio dei relativi quaderni; la ricerca demo-antropologica per il monumento ai martiri di Filetto; la recente pubblicazione “La cultura degli oggetti”, un’attenta osservazione di microcosmi culturali, opera prima di Vincenzo Battista e Lorenzo Nanni (Collana di “Studi Abruzzesi” promossa dalla Regione); sono “momenti della ricerca”. L’occasione di questi incontri apre nella città un nuovo spazio per far cultura; Enrico Sconci, con il centro multimediale “Quarto di Santa Giusta”, mette a disposizione gli strumenti atti a favorire attività pluridisciplinari nell’area delle tradizioni popolari, l’antropologia e l’arte contemporanea. Oggi, più di sempre, contano confronto e scambio; gli incontri: documenti dei lavori in corso nelle diverse discipline, hanno lo scopo di fare il punto. L’analisi delle metodologie e degli impianti ideologici sono ancor più urgenti se, come riteniamo, la profonda conoscenza delle realtà locali è irrinunciabile per i progetti operativi di programmazione territoriale. Elemento-forza per frenare e contrastare l’esplosione distruttrice delle colonizzazioni culturali, quanto sin’ora abbiamo chiamato “progresso”.

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