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L’ORA BLU sogni elettronici prima che il sole tramonti

Il 2 febbraio 2023, la Comunità 24 luglio, ha presentato in collaborazione con il MU.SP.A.C. lo spettacolo / performance “L’ORA BLU. Sogni elettronici prima che il sole tramonti”.

Regia: Eleonora Gusmano
Drammaturgia: Eleonora Gusmano, Alessandro Romano
Attori: Eleonora Gusmano, Alessandro Romano

SCHEDA ARTISTICA

Questo progetto nasce dall’incontro artistico tra Eleonora Gusmano, attrice, regista e performer della Compagnia Focus_2 e Alessandro Romano, Lorco, musicista eclettico e sound engineer, fondatori de “Orchi_dee “.
La nostra poetica si ispira agli spettacoli ambulanti ottocenteschi , spesso messi in atto da veri e propri ciarlatani, che suggestionando la popolazione tramite effetti speciali a buon mercato, irretisce e persuade il suo pubblico con fantastiche storie, spesso al fine di
vendere loro un prodotto truffaldino.
Intendiamo quindi creare dei format teatro-musicali che abbiano come caratteristica fondante la loro completa autonomia tecnica
(luci, audio) che diventa essa stessa parte integrante della performance, con un grande spazio lasciato all’improvvisazione. I performers agiscono sul palco creando una coreografia che includa recitazione, canto, utilizzo degli strumenti elettronici e
manipolazione sonora e vocale live, controllo delle macchine sceniche e oggetti di scena di sapore suggestivo.
Intendiamo vendere anche noi qualcosa: una storia fantastica , un momento di suggestione dal sapore Steampunk al modico prezzo
di qualche soldo da lasciare nel nostro cilindro.
Perché questo avvenga però il pubblico deve per un’ora abdicare alla razionalità, lasciarsi coinvolgere e trasportare al di là delle sue
certezze per viaggiare con noi nel proprio inconscio e mondo emotivo alla ricerca dell’arcaico bisogno di immortalità che ognuno di noi sente.

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BUSSOLA ROTTA presentazione del disco

Si chiama “42°22’00.4’’ N 13°21’40.5’’ E” l’esordio dei Bussola Rotta, progetto musicale nato nel 2018 di base all’Aquila. Il primo lavoro in studio per i quattro giovani musicisti vuole essere un viaggio, così come suggeriscono già il nome della band e dell’album stesso. E’ stato presentato sabato 10 giugno (ore 21) al MU.SP.A.C. di Piazza d’Arti.

Il concept è l’incontro: storie e generazioni diverse, musiche e colori differenti nati dall’incontro di mondi “e dalla contaminazione di conoscenza, arte e amore”. Sono tante le persone raccontate nell’album. C’è Peter Norman, un atleta che sceglie di schierarsi per i diritti umani, pagando a caro prezzo la sua battaglia e rimanendo escluso dall’atletica che conta. C’è Vittorio Arrigoni, che paga con la sua vita per raccontare le condizioni di vita dei palestinesi. C’è Luana, che ha 20 anni, un bambino appena nato e la voglia di giocare e di sognare. Ci sono Lucio e Giulio, due ragazzi con storie diverse, accomunati dalla voglia di essere se stessi. C’è Emily, un’adolescente che ama la musica: “Abbiamo provato a mescolare testi e musiche per cucire dei vestiti autentici alle nostre canzoni, per raccontarle al meglio secondo il nostro punto di vista. Nelle storie che raccontiamo ci sono le nostre paure, i nostri ricordi e ambizioni”, affermano i Bussola Rotta.

I Bussola Rotta sono Aurelio Almonte (chitarre, tastiere, synth e voci), Alex Cicconi (chitarre e voci), Claudio Del Tosto (testi e voce), Emanuele Capogna (basso e voci). Dopo anni di attività suonando su palchi più o meno grandi, è tanta l’emozione per il primo album in studio.

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IL SEGUITO (inedito di 10 artisti su tela)

A cura di Franco Fiorillo

“10 artisti su tela” -180 minuti di pittura collettiva stimolata- è un’operazione performativa che si svolge nella mattina del 4 maggio 1983, dalle ore 10 alle ore 13 in un bastione sotterraneo della Fortezza Spagnola a L’Aquila (stessa location della successiva installazione di Celestino V, di Fabio Mauri). I dieci Artisti che costituiscono l’opera stessa al momento dell’happening, sono studenti dell’Accademia di Belle Arti L’Aquila, accomunati dall’esperienza della Gran Serata Futurista: il lavoro preparatorio per il progetto di pittura collettiva viene anticipato da alcune lezioni del Maestro Fabio Mauri su esperienze pregresse alle quali ricondurre l’esperimento, particolarmente seguito anche da altri docenti dell’Accademia tra cui Michèle Humbert, Enrico Sconci, Tito Spini.

La documentazione fotografica è realizzata da Vincenzo Battista, e la musica composta dal Maestro Antonello Neri è il brano “Compenetrabile”.

A 40 anni dall’azione Artistica, il 4 marzo 2023, dalle 17,00 alle 20,00 è stata presentata al MU.SP.A.C. Museo Sperimentale d’arte Contemporanea la documentazione inedita costituita da proiezioni, immagini e documenti.

Programma dell’incontro:

  • Enrico Sconci, Presidente Associazione Culturale “Quarto di Santa Giusta” : Presentazioni
  • Ivan D’Alberto, Direttore YAG Garage Pescara:
  • Antonio Gasbarrini, Critico d’Arte: lettura dal catalogo «10 a.m. – 1 p.m.»
  • Franco Fiorillo, Artista: 10 artisti su tela
  • Vincenzo Battista, Scrittore, Giornalista
  • Martina Sconci, Direttrice MU.SP.A.C.: conclusioni
arte e follia

Arte e/è Follia mostra d'arte contemporanea

Giovedì 21 settembre 2022, alle ore 17,00 nell’ambito della manifestazione Follie d’Estate dell’Associazione 180 Amici, presso il Museo MUSPAC, in via Ficara – Piazza d’Arti sano state esposte diverse opere, che in vari modi si collegano al tema della follia.

Di rilievo internazionale sono le opere grafiche di Vettor Pisani (Bari,1934 – Roma, 2011) uno dei più interessanti e controversi protagonisti dell’arte contemporanea italiana.

La lettura “mitica” della sua storia personale e visionaria, i ricordi dell’infanzia, le ricerche sull’esoterismo, le citazioni con le foto e il calco di Sigmund Freud, i viaggi dalle tenebre del mondo sotterraneo alla luce, i labirinti tra sfingi e tartarughe, madonne e pianoforti rovesciati, il tema dell’onirico “immaginario delirante” che mette in connessione eros, ironia e un indicibile teatro della crudeltà: questi sono alcuni dei temi trattati nelle sue opere. A queste ne vengono affiancate altre sull’immortalità dell’anima di Gino De Dominicis.

Nel mese di maggio del 1990 Vettor Pisani, che incontrammo nella sua casa romana, con grande generosità dedicò al secondo numero della nostra rivista “ART e TRA” un disegno dal titolo “Virginia la bambina tre puntine e Germano” (Baby Rose e Gerry) 1989, comprendente anche la “E” di copertina, ripetuta in una pagina interna con i seguenti versi:

Inno al coniglio

Salve coniglio, candido animale

Dove vai errando per i tremila mondi

Odorosi di fico!

Un significativo testo di Mimma Pisani, dal titolo erotismo e voyeurismo nell’opera di Vettor Pisani, inquadra magistralmente l’opera dell’artista.

Tra le numerose opere di Vettor Pisani ricordiamo “L’eroe da camera. Tutta l’arte dal silenzio di Duchamp al rumore di Beuys” o “Lo scorrevole”, 1972.

Le numerose e qualificate iniziative intraprese da diversi anni dall’Associazione 180 amici per la tutela della salute mentale e dal presidente psicologo dott. Alessandro Sirolli con la creazione del Museo della Mente, ci fanno ricordare, fra le tante in ambito italiano, quella di Venezia nell’Isola di San Servolo, attuale sede della VIU – Venice International University, che ha ospitato per oltre due secoli un manicomio, ora restaurato e restituito alla città come centro di alta formazione che ogni anno accoglie studenti ricercatori e docenti da ogni parte del mondo. In quegli spazi Achille Bonito Oliva, nel 2007, presentò “L’Isola Interiore: Isolamenti e Follia” tematica affrontata da Vettor Pisani che, come evidenziato nel testo critico è “ Artista dissacrante e fortemente impregnato del senso della storia, intesa come pensiero e visione del mondo. Vettor Pisani assume come punto di partenza Marcel Duchamp e Joseph Beuys, passando per echi massonici e rosacrociani, riferimenti simbolisti, filosofici, psicanalitici, in cui fotografia, scultura, installazioni e performance indagano, con ironia intelligente e necessaria, passioni e miti…” La sua vita, il suo comportamento è stato un enigma, un rebus esoterico, un’opera in bilico fra ironia e scienza occulta, che sta a dimostrare l’inaccessibilità della vera anima dell’artista, che pur rimanendo nascosta, si rivela simbolicamente attraverso l’opera. 

Purtroppo i drammi della vita e della sua arte totale hanno spinto l’artista al limite della follia, con la scelta estrema del suicidio.

Presso il MUSPAC sono state esposte anche altre opere di diverse generazioni come quelle degli artisti aquilani Gino D’Alfonso e Armando Gioia, anch’esse spinte dalla follia poetica, che ha una polivalenza di significati, in linea con le Avanguardie storiche degli anni Venti, in particolare con l’Espressionismo tedesco la cui arte fu considerata dai nazisti folle e degenerata, in realtà era espressione di un disagio esistenziale che reagiva al dramma della guerra.

Due linee dell’arte moderna quella di Van Gogh e quella di Picasso con “Les demoiselles d’Avignon”,1907 e Guernica (26 aprile 1937) ci hanno insegnato molto della vita e dell’arte.

Alla follia dell’arte possiamo collegare l’avventura dei Surrealisti con “L’amour fou” l’amore folle e rivoluzionario del teorico del movimento André Breton. Sosteneva Duchamp, genio del XX secolo, che “l’Arte, come l’amore, non si può spiegare con le parole” (Duchamp).

Nell’amore il linguaggio collassa: “mi fai impazzire, con te perdo la testa”, come nell’arte la ragione, la semplice funzionalità, è messa fuori gioco.

Altre opere della collezione permanente riguardano gli artisti delle neo avanguardie degli anni Sessanta e Settanta e quelli del movimento FLUXUS che parte da Duchamp (padre spirituale dell’Arte Concettuale) e  Cage, grandi studiosi della mente umana che hanno “messo a nudo” la società e rivoluzionato il linguaggio artistico e musicale con il loro “silenzio”.

Le opere di Beuys sulla Difesa della Natura e sulla teoria della Scultura sociale sono quanto mai attuali. Continuiamo a conservarle ed esporle seguendo la sua lezione dell’ARTE come vera “scienza della libertà” e FOLLIA che, secondo Platone, fu un dono elargito agli uomini dagli déi.