Calpesta il paralitico_tributo Skiantos Comunità 24 luglio_2024

CALPESTA IL PARALITICO a cura della Comunità 24 luglio

Domenica 11 febbraio alle 18,30, a dieci anni dalla scomparsa del leggendario Freak Antoni, la Comunità 24 luglio, il collaborazione con il MU.SP.A.C., ha organizzato una serata dedicata agli SKIANTOS, il gruppo più ironico, dissacrante e irriverente della musica italiana, con StranaMente (insane tribute band).

LOCANDINA MUSPAC

TERZO SESSO. SOLDATO DEFIGENDER di e con Massimo Sconci

Venerdì 5 Gennaio 2024 alle 21,30 è stato presentato “Terzo Sesso – soldato Defigender”, il nuovo spettacolo dell’attore aquilano Massimo Sconci , prodotto dal MU.SP.A.C., dall’Associazione Culturale “Quarto di Santa Giusta” e dal Collettivo “Attori in Primo Piano”.

Regia, Drammaturgia e Interpretazione MASSIMO SCONCI
Aiuto Regia GAIA TINARELLI
Disegno Luci JOSE’ DE LA PAZ
Aiuto Tecnico: MIRKO TALLIUSSI

L’idea nasce dalla necessità di voler raccontare e descrivere sulla scena la società odierna, in chiave satirica e parodistica. Un mondo perennemente in guerra, non in grado di riconoscersi in una società fluida che non sia limitata da confini di genere e cultura.

Il gioco teatrale ha la consueta ironia dissacrante dell’Autore, mai propriamente incline a prendersi troppo sul serio, ma intento a voler trovare un significato profondo anche in superficie.

Le etichette che attacchiamo (ma non difendiamo) per nominare, indicare, definire il genere sessuale sono limitanti. Non lasciano spazio per un possibile Terzo Sesso, senza una natura propriamente maschile, che non escluda i gusti e le tendenze di un’altra categoria (non) femminile.

Stamìn fa sesso per amore, sbaglia continuamente senza imparare. Le false risposte le troverà seguendo il suo amante Stafèss in una caricaturale guerra di cui non conosce né il nome, né l’origine, né le pratiche.

Stamìn ha una storia individuale che appartiene a tante storie collettive, spesso invisibili. Personaggi ironici e leggeri, in una condizione umana che ha bisogno di esprimersi, per imprimersi, e continuare a far valere la propria identità anche nella sua crisi.

Terzo Sesso – Soldato Defigender è un percorso di spettacolo indipendente, che ci auguriamo vada a confluire in un nuovo modo di raccontare le differenze di genere. Per (ri)costruire una memoria collettiva attorno alla quale recuperare la forza di una comunità.

Riusciremo, prima o poi, a portare via Stamìn da questa orribile guerra. E non saranno né la paura né la violenza a riportarlo a casa. Sarà una nuova consapevolezza di sé. Una nuova bellezza, più grande di quanto si possa aspettare, e splendidamente pacifica.

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In apertura, prima dello spettacolo, per la prima volta in Abruzzo, è stata presentata la performance di Danza Contemporanea di Gaia Tinarelli “Filip e Josef”, con in scena Loredana Testone e Gaia Tinarelli.

La storia di due individui allo sbando che vivono alla giornata. Dei reietti nullatenenti, accomunati da un senso di inadeguatezza alla “normalità” del sistema.

Filip e Josef si aggrappano l’uno all’altro, trascinando precariamente le loro vite in modo goffo e a tratti comico, suscitando la compassione di chi li guarda. La loro è una relazione ambigua e indefinita, in cui si alternano momenti amichevoli e fraterni, bisticci capricciosi e infantili, ed intimi rimandi ad un amore acerbo e inesplorato.

Le emozioni che emergono dal loro vivere in simbiosi nascono per riempire il vuoto all’interno del cuore di chi non ha nulla, e che cerca disperatamente nell’altro ciò che serve all’animo per nutrirsi, sopravvivendo all’aridità di una vita nell’emarginazione.

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PLAY, SING AND DANCE – NON E’ LA PERFORMANCE Castello di Nocciano - a cura di Ivan D'Alberto

Play, sing and dance ׀ non è la performance è il titolo della 13a edizione di CORPO.doc performance e arti visive, festival dedicato all’approfondimento della performing art.
La rassegna, organizzata dall’istituto di ricerca CAPPA (Centro di Archiviazione e Promozione della Performing Art), si compone di tre sezioni, documenti, orizzonti e community dedicate rispettivamente alla raccolta e testimonianza delle esperienze storiche di rilievo, alla scoperta del lavoro di giovani performer e alla creazione di una rete attraverso il coinvolgimento di numerose partnership. La visione che anima questa edizione decide di situarsi ai confini.

Il MU.SP.A.C. ha partecipato alla rassegna con il prestito del video documento di “La strada e la musica”, un concerto a improvvisazione libera realizzato il 30 marzo 1997 presso il MuSpAC di L’Aquila. A parlarne, in un dibattito, la direttrice del MuSpAc, Martina Sconci.

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BUSSOLA ROTTA presentazione del disco

Si chiama “42°22’00.4’’ N 13°21’40.5’’ E” l’esordio dei Bussola Rotta, progetto musicale nato nel 2018 di base all’Aquila. Il primo lavoro in studio per i quattro giovani musicisti vuole essere un viaggio, così come suggeriscono già il nome della band e dell’album stesso. E’ stato presentato sabato 10 giugno (ore 21) al MU.SP.A.C. di Piazza d’Arti.

Il concept è l’incontro: storie e generazioni diverse, musiche e colori differenti nati dall’incontro di mondi “e dalla contaminazione di conoscenza, arte e amore”. Sono tante le persone raccontate nell’album. C’è Peter Norman, un atleta che sceglie di schierarsi per i diritti umani, pagando a caro prezzo la sua battaglia e rimanendo escluso dall’atletica che conta. C’è Vittorio Arrigoni, che paga con la sua vita per raccontare le condizioni di vita dei palestinesi. C’è Luana, che ha 20 anni, un bambino appena nato e la voglia di giocare e di sognare. Ci sono Lucio e Giulio, due ragazzi con storie diverse, accomunati dalla voglia di essere se stessi. C’è Emily, un’adolescente che ama la musica: “Abbiamo provato a mescolare testi e musiche per cucire dei vestiti autentici alle nostre canzoni, per raccontarle al meglio secondo il nostro punto di vista. Nelle storie che raccontiamo ci sono le nostre paure, i nostri ricordi e ambizioni”, affermano i Bussola Rotta.

I Bussola Rotta sono Aurelio Almonte (chitarre, tastiere, synth e voci), Alex Cicconi (chitarre e voci), Claudio Del Tosto (testi e voce), Emanuele Capogna (basso e voci). Dopo anni di attività suonando su palchi più o meno grandi, è tanta l’emozione per il primo album in studio.