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LA FIABA DEL NUOVO ANNO una storia magica per grandi e piccini

C’era una volta… un Nuovo Anno di Sogni!

Per inaugurare il 2026, il MU.SP.A.C. Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea ha presentato nei giorni del 3 e 4 gennaio, alle ore 17,00, uno spettacolo teatrale dedicato a grandi e piccini dal titolo “La Fiaba del Nuovo Anno”.

Benvenuti adulti e bambini, Gaia Tinarelli e Massimo Sconci vi condurranno nel mondo incantato dove le storie prendono vita e i desideri volano leggeri come bolle di sapone!

Gaia, con la sua voce dolce e il sorriso che illumina la scena, e Massimo, instancabile giocoliere di parole e divertimento, ha intrattenuto il pubblico in uno spettacolo colorato, pieno di musica e messaggi di speranza, in un viaggio tra fiabe, risate e magia, per accogliere il 2026 con la forza dei sogni e la gioia dei buoni propositi!

“La Fiaba del Nuovo Anno” è un susseguirsi di storie interpretate e reinventate in chiave teatrale. Ogni racconto porta con sé un messaggio positivo — la fiducia, la gentilezza, il coraggio, la magia della speranza — per un lungo periodo pieno di buoni auspici e piccoli miracoli quotidiani, perché ogni nuovo inizio è un fiaba tutta da scrivere!

Con il loro spirito allegro e la loro complicità, i protagonisti hanno reso l’esperienza magica, mescolando danza, narrazione teatrale e momenti di interazione con il pubblico, e invitando gli spettatori a sognare e diventare parte della storia.

Tanti racconti di amicizia e scoperta che ci insegnano a guardare oltre le nuvole, lì dove ogni nuovo desiderio per l’anno a venire fa crescere un fiore.

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ART e CINEMA Marzo

E’ proseguita nel mese di marzo la rassegna ART e CINEMA promossa dal Museo MU.SP.A.C., inserita nel progetto COSTRUIRE CULTURA. 41 anni d’arte all’Aquila, presentato nell’ambito di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. Un’iniziativa che conferma la vocazione del Museo a creare occasioni di dialogo tra linguaggi espressivi diversi, mettendo in relazione arti visive e cinema come strumenti complementari di indagine sul presente.

Per il mese di marzo in programma tre serate dedicate a opere cinematografiche che interrogano il ruolo dell’artista, le dinamiche del sistema dell’arte contemporanea e il complesso rapporto tra creazione, identità e memoria. Tre film differenti per stile e ambientazione, ma accomunati dalla volontà di riflettere sul significato profondo dell’atto creativo e sulla responsabilità culturale dell’arte.

Lunedì 9 marzo (ore 18:00) è stato proiettato L’Artista di M. Cohn e G. Duprat (2008), un’opera che affronta con ironia sottile e intelligenza critica il tema dell’autorialità e del valore attribuito all’opera d’arte. Attraverso una narrazione essenziale e simbolica, il film mette in luce i meccanismi che regolano il sistema artistico e la fragile linea di confine tra gesto creativo, provocazione e riconoscimento pubblico.

Martedì 10 marzo (ore 18:00) è stata la volta di The Square di Ruben Ostlund, Palma d’Oro al Festival di Cannes. Ambientato nel mondo dell’arte contemporanea, il film racconta con tono satirico e spiazzante la vicenda di un curatore museale alle prese con un’installazione provocatoria. Ne emerge un ritratto lucido e talvolta impietoso delle contraddizioni morali e culturali della società occidentale, in cui i valori di solidarietà e responsabilità vengono messi costantemente alla prova.

Mercoledì 11 marzo (ore 18:00) la rassegna si è conclusa con Opera senza autore (2018) di F. H. von Donnersmarck, un intenso affresco storico ispirato a vicende reali. Il film segue il percorso umano e artistico di un giovane pittore nella Germania del secondo dopoguerra, attraversando le ferite del nazismo, la divisione del Paese e la sua rinascita culturale. Un racconto che intreccia memoria personale e trasformazioni collettive, mostrando come l’esperienza individuale possa diventare materia viva per la creazione artistica.

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ART e CINEMA Febbraio

Per il progetto COSTRUIRE CULTURA. 41 anni d’arte all’Aquila, presentato nell’ambito di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, il MUSPAC – Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea dell’Aquila rinnova uno degli appuntamenti più longevi della sua programmazione: la rassegna ART e CINEMA, attiva fin dal 1984 nella storica sede di via Crispomonti.

Un’iniziativa che, nel solco della tradizione del museo, intende indagare e valorizzare le profonde e continue connessioni tra arti visive e linguaggio cinematografico, mettendo in dialogo la potenza dell’immagine artistica con la narrazione filmica.

Per il mese di febbraio, il MUSPAC propone una full immersion di tre giorni dedicata a tre protagonisti assoluti del Novecento: Paul Gauguin, Francis Bacon e Alberto Giacometti.  Figure diversissime, accomunate da una ricerca radicale e da una visione dell’arte come esperienza totale, spesso estrema, sempre profondamente umana.

Ad aprire la rassegna, martedì 24 febbraio alle ore 18.00, sarà la proiezione di Gauguin – Viaggio a Tahiti, interpretato da Vincent Cassel. Il film si ispira al diario illustrato Noa Noa: The Tahiti Journal of Paul Gauguin e racconta il momento cruciale in cui l’artista, abbandonata una Parigi percepita come decadente e ostile, sceglie l’esilio a Tahiti alla ricerca di una purezza primitiva e di una verità artistica assoluta. Tra sogno esotico e disillusione, la pellicola restituisce il ritratto di un uomo diviso tra aspirazione ideale e dura realtà.

Mercoledì 25 febbraio alle ore 18.00 sarà la volta di Love Is the Devil: Study for a Portrait of Francis Bacon, liberamente ispirato alla biografia Francis Bacon: una vita dorata nei bassifondi di Daniel Farson. Il film si concentra su un periodo intenso e tormentato della vita di Bacon, mettendo al centro la relazione con George Dyer: amante, modello, complice e figura tragica. Con le interpretazioni di Derek Jacobi, Tilda Swinton e Daniel Craig, la pellicola offre uno sguardo potente e inquieto sull’origine emotiva e viscerale della sua pittura.

La rassegna si concluderà giovedì 26 febbraio alle ore 18.00 con Final Portrait, dedicato agli ultimi due anni di vita di Alberto Giacometti e al suo intenso rapporto con lo scrittore americano James Lord. Il film racconta il lungo e quasi ossessivo processo di realizzazione di un ritratto, trasformando l’atto creativo in una riflessione sul tempo, sull’identità e sul senso stesso dell’arte.

Tre serate per riscoprire, attraverso il grande schermo, la forza rivoluzionaria di artisti che hanno segnato in modo indelebile la storia dell’arte.

Foto La scala di Gran Serata Futurista

PER LA PACE Sola igiene del mondo

PER LA PACE

sola igiene del mondo

In occasione della 21ª Giornata del Contemporaneo, promossa da AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani), il MU.SP.A.C. – Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea ha inaugurato sabato 4 ottobre 2025, alle ore 18.00 la mostra “PER LA PACE, sola igiene del mondo”.

Il titolo, volutamente provocatorio, intende invertire e contestare l’affermazione di Filippo Tommaso Marinetti, fondatore e ideatore del Futurismo, secondo cui “la guerra è l’unica igiene del mondo”.

Durante l’evento è stato proiettato il video dello spettacolo teatrale: “Gran Serata Futurista 1909–1930” che Fabio Mauri realizzò nel 1980 presso il Teatro Comunale dell’Aquila con insegnanti e studenti dell’Accademia di Belle Arti. Nella mostra sono state esposte diverse opere della collezione permanente del museo, per sottolineare come l’arte possa essere al contempo strumento di denuncia, memoria e trasformazione culturale.

Il MU.SP.A.C. ha più volte esplorato il Futurismo italiano, uno dei movimenti d’avanguardia più influenti del Novecento. L’analisi ne ha evidenziato sia la forza innovatrice sul piano estetico, anticipatrice di correnti come il Dadaismo (1916), il Surrealismo (1924) e la Pop Art inglese (1955 c.a.) e americana (dal 1962 c.a.), sia le ambiguità ideologiche che ne hanno accompagnato l’evoluzione.

Nel Manifesto del Futurismo pubblicato su “Le Figaro” nel 1909, Filippo Tommaso Marinetti scriveva:

«Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna».

Una dichiarazione che, anche se inserita nel contesto storico generale del movimento, appare oggi profondamente inaccettabile.

Alla luce dell’attualità – in un mondo sempre più dilaniato da conflitti e violenze – il museo ritiene fondamentale riaffermare il valore della pace, della cultura e dell’arte come strumenti di salvezza.

In questo scenario, riflettere sull’arte significa anche resistere all’indifferenza e credere nella possibilità di un cambiamento. I versi del poeta Friedrich Hölderlin ci guidano in questa direzione: «Là dove c’è il pericolo, cresce anche ciò che salva».

L’evento è sostenuto dal Comune dell’Aquila e dalla Fondazione Carispaq.

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APPUNTI SUL MARE – Sguardo in cinque movimenti Performance di Francesca Racano con “I Temporali”

Venerdì 12 dicembre dalle 20,30

MU.SP.A.C. Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea

Piazza D’Arti –AQ

Ingresso libero

Venerdì 12 dicembre, alle ore 20,30, il Museo MU.SP.A.C. presenta la performance dell’artista Francesca Racano dal titolo Appunti sul mare – sguardo in cinque movimenti.

Accompagnata dal suono live de “I Temporali” l’artista invita il pubblico a vivere l’acqua non come semplice elemento naturale, ma come spazio sensoriale, fisico ed emotivo.

Il mare, con la sua profondità mutevole e il suo moto costante, diventa luogo d’indagine e pretesto poetico per un percorso narrativo scandito in cinque movimenti: tensione superficiale, riflessione, immersione, fondo, rifrazione. Ognuno di essi corrisponde a una condizione o a un fenomeno marino e prende forma attraverso un intreccio di immagini e musica ambient/elettronica.
Il suono de “I Temporali” non accompagna l’immagine: la trasforma. Stabilisce con essa una relazione diretta, modellando il tempo visivo in un dialogo fluido e immersivo. La superficie si incrina, si piega, accoglie; l’ascoltatore-spettatore attraversa gradualmente i vari stadi del mare, galleggia, affonda, tocca il fondo e risale verso la luce.

Nel corso della performance, Francesca Racano dà vita a un’unica rappresentazione in continuo divenire che emerge lentamente come dal fondo di una memoria sommersa. Realizzata attraverso la tecnica della sinopia, questa immagine prende forma grazie a un paziente gesto di perforazione del supporto. I minuscoli fori, inizialmente impercettibili, fanno filtrare una luce sempre più intensa, componendo l’immagine come se fosse disegnata dalla stessa pressione del tempo imposta dalla musica.

L’opera finale diventa la sintesi sensoriale e concettuale dell’intero percorso: la luce che affiora dalle ferite della superficie è rifrazione di un’idea, visualizzazione di un ascolto, eco di un’immersione interiore.

Il mare non è più oggetto, ma soggetto: osserva, risponde, si lascia attraversare e restituisce visioni. È nello sguardo – nell’atto del vedere e del farsi vedere – che il cerchio si chiude, lasciando lo spettatore sospeso tra suono e luce, superficie e profondità, dentro e fuori dall’acqua.

A conclusione della performance ci sarà la proposta musicale di Sebastian Alvarez: il suo set attraverserà suoni sperimentali, avanguardia e paesaggi sonori imprevedibili, trasformando lo spazio in un piccolo laboratorio di ascolto. Nell’epoca dell’iper–curazione mainstream e della muzak d’IA che ci restituisce solo ciò che già conosciamo, lui rivendica il rischio, l’attrito, lo stupore dell’inascoltato.

Per l’occasione saranno esposti alcuni lavori di Francesca Racano legati alla realizzazione della performance.

L’evento rientra all’interno del progetto ANNUALE D’ARTE 2025, organizzato con il sostegno del Comune dell’Aquila.