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IL SEGUITO (inedito di 10 artisti su tela)

A cura di Franco Fiorillo

“10 artisti su tela” -180 minuti di pittura collettiva stimolata- è un’operazione performativa che si svolge nella mattina del 4 maggio 1983, dalle ore 10 alle ore 13 in un bastione sotterraneo della Fortezza Spagnola a L’Aquila (stessa location della successiva installazione di Celestino V, di Fabio Mauri). I dieci Artisti che costituiscono l’opera stessa al momento dell’happening, sono studenti dell’Accademia di Belle Arti L’Aquila, accomunati dall’esperienza della Gran Serata Futurista: il lavoro preparatorio per il progetto di pittura collettiva viene anticipato da alcune lezioni del Maestro Fabio Mauri su esperienze pregresse alle quali ricondurre l’esperimento, particolarmente seguito anche da altri docenti dell’Accademia tra cui Michèle Humbert, Enrico Sconci, Tito Spini.

La documentazione fotografica è realizzata da Vincenzo Battista, e la musica composta dal Maestro Antonello Neri è il brano “Compenetrabile”.

A 40 anni dall’azione Artistica, il 4 marzo 2023, dalle 17,00 alle 20,00 è stata presentata al MU.SP.A.C. Museo Sperimentale d’arte Contemporanea la documentazione inedita costituita da proiezioni, immagini e documenti.

Programma dell’incontro:

  • Enrico Sconci, Presidente Associazione Culturale “Quarto di Santa Giusta” : Presentazioni
  • Ivan D’Alberto, Direttore YAG Garage Pescara:
  • Antonio Gasbarrini, Critico d’Arte: lettura dal catalogo «10 a.m. – 1 p.m.»
  • Franco Fiorillo, Artista: 10 artisti su tela
  • Vincenzo Battista, Scrittore, Giornalista
  • Martina Sconci, Direttrice MU.SP.A.C.: conclusioni
arte e follia

Arte e/è Follia mostra d'arte contemporanea

Giovedì 21 settembre 2022, alle ore 17,00 nell’ambito della manifestazione Follie d’Estate dell’Associazione 180 Amici, presso il Museo MUSPAC, in via Ficara – Piazza d’Arti sano state esposte diverse opere, che in vari modi si collegano al tema della follia.

Di rilievo internazionale sono le opere grafiche di Vettor Pisani (Bari,1934 – Roma, 2011) uno dei più interessanti e controversi protagonisti dell’arte contemporanea italiana.

La lettura “mitica” della sua storia personale e visionaria, i ricordi dell’infanzia, le ricerche sull’esoterismo, le citazioni con le foto e il calco di Sigmund Freud, i viaggi dalle tenebre del mondo sotterraneo alla luce, i labirinti tra sfingi e tartarughe, madonne e pianoforti rovesciati, il tema dell’onirico “immaginario delirante” che mette in connessione eros, ironia e un indicibile teatro della crudeltà: questi sono alcuni dei temi trattati nelle sue opere. A queste ne vengono affiancate altre sull’immortalità dell’anima di Gino De Dominicis.

Nel mese di maggio del 1990 Vettor Pisani, che incontrammo nella sua casa romana, con grande generosità dedicò al secondo numero della nostra rivista “ART e TRA” un disegno dal titolo “Virginia la bambina tre puntine e Germano” (Baby Rose e Gerry) 1989, comprendente anche la “E” di copertina, ripetuta in una pagina interna con i seguenti versi:

Inno al coniglio

Salve coniglio, candido animale

Dove vai errando per i tremila mondi

Odorosi di fico!

Un significativo testo di Mimma Pisani, dal titolo erotismo e voyeurismo nell’opera di Vettor Pisani, inquadra magistralmente l’opera dell’artista.

Tra le numerose opere di Vettor Pisani ricordiamo “L’eroe da camera. Tutta l’arte dal silenzio di Duchamp al rumore di Beuys” o “Lo scorrevole”, 1972.

Le numerose e qualificate iniziative intraprese da diversi anni dall’Associazione 180 amici per la tutela della salute mentale e dal presidente psicologo dott. Alessandro Sirolli con la creazione del Museo della Mente, ci fanno ricordare, fra le tante in ambito italiano, quella di Venezia nell’Isola di San Servolo, attuale sede della VIU – Venice International University, che ha ospitato per oltre due secoli un manicomio, ora restaurato e restituito alla città come centro di alta formazione che ogni anno accoglie studenti ricercatori e docenti da ogni parte del mondo. In quegli spazi Achille Bonito Oliva, nel 2007, presentò “L’Isola Interiore: Isolamenti e Follia” tematica affrontata da Vettor Pisani che, come evidenziato nel testo critico è “ Artista dissacrante e fortemente impregnato del senso della storia, intesa come pensiero e visione del mondo. Vettor Pisani assume come punto di partenza Marcel Duchamp e Joseph Beuys, passando per echi massonici e rosacrociani, riferimenti simbolisti, filosofici, psicanalitici, in cui fotografia, scultura, installazioni e performance indagano, con ironia intelligente e necessaria, passioni e miti…” La sua vita, il suo comportamento è stato un enigma, un rebus esoterico, un’opera in bilico fra ironia e scienza occulta, che sta a dimostrare l’inaccessibilità della vera anima dell’artista, che pur rimanendo nascosta, si rivela simbolicamente attraverso l’opera. 

Purtroppo i drammi della vita e della sua arte totale hanno spinto l’artista al limite della follia, con la scelta estrema del suicidio.

Presso il MUSPAC sono state esposte anche altre opere di diverse generazioni come quelle degli artisti aquilani Gino D’Alfonso e Armando Gioia, anch’esse spinte dalla follia poetica, che ha una polivalenza di significati, in linea con le Avanguardie storiche degli anni Venti, in particolare con l’Espressionismo tedesco la cui arte fu considerata dai nazisti folle e degenerata, in realtà era espressione di un disagio esistenziale che reagiva al dramma della guerra.

Due linee dell’arte moderna quella di Van Gogh e quella di Picasso con “Les demoiselles d’Avignon”,1907 e Guernica (26 aprile 1937) ci hanno insegnato molto della vita e dell’arte.

Alla follia dell’arte possiamo collegare l’avventura dei Surrealisti con “L’amour fou” l’amore folle e rivoluzionario del teorico del movimento André Breton. Sosteneva Duchamp, genio del XX secolo, che “l’Arte, come l’amore, non si può spiegare con le parole” (Duchamp).

Nell’amore il linguaggio collassa: “mi fai impazzire, con te perdo la testa”, come nell’arte la ragione, la semplice funzionalità, è messa fuori gioco.

Altre opere della collezione permanente riguardano gli artisti delle neo avanguardie degli anni Sessanta e Settanta e quelli del movimento FLUXUS che parte da Duchamp (padre spirituale dell’Arte Concettuale) e  Cage, grandi studiosi della mente umana che hanno “messo a nudo” la società e rivoluzionato il linguaggio artistico e musicale con il loro “silenzio”.

Le opere di Beuys sulla Difesa della Natura e sulla teoria della Scultura sociale sono quanto mai attuali. Continuiamo a conservarle ed esporle seguendo la sua lezione dell’ARTE come vera “scienza della libertà” e FOLLIA che, secondo Platone, fu un dono elargito agli uomini dagli déi.

Come rubare un magnus - davide toffolo

Come rubare un Magnus di Davide Toffolo

COME RUBARE UN MAGNUS
presentazione del capolavoro a fumetti (ed. Oblomov, 2020) di Davide Toffolo, frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti e artista poliedrico.
Una storia che mischia realtà e finzione per ripercorre la vita e le opere di Magnus, al secolo Roberto Raviola, disegnatore di Alan Ford, Kriminal e Satanik e creatore de Lo Sconosciuto, considerato uno dei più importanti fumettisti italiani di sempre.
L’evento è promosso dalla Comunità 24 Luglio all’interno del calendario Quartiere 24 tra le attività realizzate nell’ambito del progetto “obiettivo quartiere” finanziato dal bando “progettazione sociale Abruzzo”.
Dopo lo spettacolo la serata è stata allietata dalla musica della BUSSOLA ROTTA

 

 

 

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La Via del Sangue 18° Giornata del Contemporaneo - AMACI

Sabato 8 ottobre il MUSPAC – Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea dell’Aquila – nell’ambito della 18° giornata del contemporaneo, promossa da AMACI Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani, presenterà la mostra LA VIA DEL SANGUE, titolo tratto dal libro d’Arte di Jannis Kounellis, esposto in mostra insieme ad altre opere di artisti di rilievo internazionale degli anni Sessanta e Settanta.

Protagonista del movimento dell’Arte Povera, teorizzata dal critico Germano Celant, Kounellis (Pireo 1936 – Roma 2017) creò il libro nel 1973, in occasione della mostra dedicata ad “Apollo”, organizzata dalla galleria romana La Salita (nella religione greca e romana Apollo era considerato il dio della musica, delle scienze, dell’intelletto e della profezia: colui che traina il carro del sole, scortando la stella ardente attraverso la volta celeste).

Durante la mostra Kounellis si recava in galleria e accendendo un fiammifero lo attaccava sulle pagine dove aveva scritto i giorni della settimana, lasciando così, con una leggera combustione, la traccia del fuoco che segna lo scorrere del tempo.

Come scrive Giorgio Maffei: “… Il libro d’artista diviene palcoscenico di una rappresentazione, testimone di un evento performativo e la sua pagina, fattasi oggetto tridimensionale al di fuori della tradizione gutenberghiana, assurge a luogo della narrazione”.

Il libro sembra indicarci come ogni giorno ognuno di noi, come testimonianza per relazionarsi al presente, possa accendere un piccolo fuoco legato alla via del sangue ma anche alla via del cuore (ignis centrum terra), rosso di caldo sangue, organo dell’intelligenza spirituale, che attraverso l’energia creativa sviluppa forme di coscienza superiori, comprendenti l’intuizione, la passione, la volontà. Nel nostro fuoco interiore, come nell’opera di Kounellis, può restare una traccia per poter rinascere, una speranza per ritrovare quell’equilibrio perduto fra le improvvise catastrofi.

Il fuoco e la sua traccia sono protagonisti nel lavoro di Kounellis dal 1967. Con le sue azioni l’artista ha sempre usato lo spazio espositivo come fosse una cavità teatrale, con simboli e valori antropologici che dal mito greco si ricollegano alla natura, agli animali vivi, alla tradizione popolare. In questo modo interpreta e contrappone la leggerezza della cultura calda dell’antichità, alla rigidità e alla freddezza dell’era industriale (simboleggiata dall’uso di lastre e travi in ferro) con le sue strutture politico sociali, prive d’identità storica.

Il fuoco, segno dell’oracolo e della sua visione futura, è un archetipo, può assumere diversi significati (il sacro fuoco, il fuoco dell’ara, il fuoco fatuo). Come calore è in grado di far cambiare “stato” a tutti gli elementi; come luce ha il potere di illuminare tutto ciò che lo circonda. Come elemento di forte drammaticità – perché brucia e distrugge – si può collegare anche alla tragedia della guerra.

Per sottolineare il percorso artistico di Kounellis, accanto al libro d’arte sarà esposta anche una cartella di foto, ed un’altra opera con uno stelo di carbone da bruciare, coperto da una carta oleata, per sottolineare anche l’aspetto olfattivo, utilizzato in altre sue importanti istallazioni.

L’artista con grande generosità firmò il libro d’arte durante una visita presso gli spazi del Museo MUSPAC in via Paganica, nel lontano 3 luglio 2005, prima del disastroso terremoto del 2009.